Curiosità della storia di Bologna

San Petronio, la chiesa incompiuta

La costruzione della chiesa di San Petronio, simbolo della città, fu decisa su iniziativa del Municipio il 26 febbraio del 1390, per celebrare la libertà di recente conquistata e la liberazione dei servi della gleba. Il 7 giugno dello stesso anno fu posta la prima pietra. Ma la chiesa, se si guarda la facciata, è rimasta incompiuta. Cosa è successo? Bologna, divenuta la seconda città degli Stati Pontifici, decise a un certo punto di portare la chiesa di San Petronio a proporzioni superiori a quelle di San Pietro a Roma. Ma il colpo non riuscì perché, nel '500, il Cardinal Legato favorì la costruzione dell'Archiginnasio, a fianco, proprio laddove la chiesa avrebbe dovuto espandersi.

Bologna, la città delle torri

Le torri di BolognaL'immagine più vistosamente antica di Bologna è data dalle torri. Nel primo Medioevo erano l'elemento principale delle fortificazioni. Molte torri a Bologna furono innalzate nei secoli XII e XIII dalle famiglie gentilizie delle due fazioni cittadine, i Geremei e i Lambertazzi, per combattersi tra loro. Ad un certo punto, alcune torri vennero costruite in consorzio, con impegni reciproci per conservarle e gettare ponti da torre a torre. Ma se uno dei comproprietari veniva punito, gli si demoliva una fetta di torre. Le due famose sono l'Asinelli e la Garisenda, pare costruite al principio del XII secolo come torri vedetta. Dapprima la Garisenda, il cui terreno cedette (oggi la torre è ancora pendente e un verso di Dante Alighieri è riportato su un lato: invita ad alzare il naso "sotto il chinato"), e poi l'Asinelli per sostituirla. Alta 97,20 metri, essa fu probabilmente iniziata nel 1109 e terminata nel 1119 da Gherardo Asinelli, nobile di parte ghibellina. Ma c'è chi sostiene che essa trae nome da una donna, Asenella, o da "torre snella...l'Asenella".

Nozze segrete tra il principe Colonna e la marchesina Diana Paleotti

Anche Bologna ha i suoi "promessi sposi". Il principe Marcantonio Colonna di Roma e la bolognese marchesina Diana Paleotti dei Duchi di Northumberland 'scipparono' le nozze al parroco di San Michele dei Leprosetti. Accadde il 17 gennaio 1697. Un matrimonio in gran segreto per motivi di eredità. Il fratello maggiore del principe, non avendo avuto figli maschi, per non cedere il patrimonio al secondogenito faceva di tutto per impedirgli di sposarsi.

Il furto della "Beata Vergine del Suffragio" di Guido Reni

La mattina del 16 luglio 1855 Antonio Monzini, custode della chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano, entrando nel tempio ebbe la sgraditissima sorpresa di constatare la sparizione della venerata immagine della Beata Vergine del Suffragio di Guido Reni. Verso la fine dell'anno si conobbero i nomi dei due ladri, i bolognesi Arcangelo Ciarelli e Giovanni Brasini. Più tardi si seppe che la Madonna era stata portata a Londra. Fu ritrovata dopo quattro anni.

La terza freccia di Casa Isolani

Tre frecce conficcate nel soffitto in legno sotto il portico di Casa Isolani, in Strada Maggiore, nascondono un mistero. Come è successo? Le ipotesi sono tre. Un nobiluomo, volendo vendicarsi della moglie infedele, mandò tre arcieri ad ucciderla. Ma la donna, fattosi cadere il mantello che la copriva, restò nuda, sicché gli arcieri, distratti, fallirono il bersaglio. La seconda ipotesi parla di un diverbio per strada tra due nobiluomini, anche in questo caso con arcieri che sbagliarono il bersaglio. La terza ipotesi è legata a una beffa goliardica ai danni di Raffaele Faccioli che, nel 1877, aveva restaurato Casa Isolani già vecchia di 700 anni.

La decennale Eucaristica

Nel 1263, un prete boemo in pellegrinaggio per Roma, celebrando la messa a Bologna, cominciò a dubitare della reale presenza del corpo e del sangue del Cristo nel pane e nel vino consacrati. Ma quando spezzò l'ostia, da lì uscì sangue e, a memoria del miracolo, il papa Urbano IV istituì la Festa del Corpus Domini. Nel 1566 il cardinale Gabriele Paleotti, primo Arcivescovo di Bologna, ordinò e regolò la celebrazione della festa stabilendo che le parrocchie, a turni decennali, dovevano eseguire la processione, che da allora venne detta "Decennale eucaristica". Durante le processioni, le parrocchie cominciarono a fare a gara nell'addobbare le strade con festoni. Gli Addobbi decennali furono ripristinati nel 1818 e l'usanza è ancora viva a Bologna.

Carducci e Pascoli, professori a Bologna

Nel 1860 Giosuè Carducci, venticinquenne, ottiene da Terenzio Mamiani, ministro dell'istruzione nel governo del nuovo regno, la cattedra di letteratura italiana all'Università di Bologna (in via Zamboni 33 è conservata l'aula in cui insegnò). Carducci è Bologna, che ama e di cui scrive in versi e in prosa. Giovanni Pascoli fu allievo di Carducci e gli successe nella cattedra di letteratura italiana.